Duomo di Reggio Emilia
Duomo di Reggio Emilia

La Cattedrale di Reggio Emilia dedicata a Santa Maria Assunta reca ancor oggi stilemi dell’arte romanica, ma soprattutto i marmi poderosi e l’eleganza dell’arte orafa del Cinquecento. Prospero Sogari, detto il Clemente, scolpisce le grandi statue di Adamo ed Eva sul portale centrale così come i santi entro le nicchie; a Bartolomeo Spani si deve invece la statua della Madonna col Bambino con i coniugi Fiordibelli in lastre di rame a sbalzo dorato. L’intero Duomo conserva cappelle rivestite di marmi pregiati e finemente scolpiti. La Cappella Toschi e la Cappella Brami sono state restaurate dalla Fondazione Manodori rispettivamente nel 1999 e nel 2000. Di innegabile suggestione e particolare pregio è la cripta, costruita intorno al XII secolo, con volte a crociera sostenute da 42 colonne con capitelli quattrocenteschi o più antichi.
Il restauro in corso – si diceva – porterà sicuramente ad una riscoperta di uno dei luoghi di culto e bellezza più amati dai reggiani. Al recupero, partecipano enti pubblici e privati tra i quali la Fondazione Manodori, con accordi con la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e la Soprintendenza di Modena e Reggio Emilia. Dal 2002 è stato costituito un Comitato di coordinamento per l’intervento di restauro che cura l’adesione ai finanziamenti e la valorizzazione dell’intero ciclo dei lavori. La Fondazione Manodori, unitamente ad altre realtà istituzionali ed economiche, si è impegnata sino al termine dei restauri, che consentono di restituire alla comunità reggiana un complesso architettonico tra i più amati ed uno dei luoghi d’arte divenuti simbolo della città.

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