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Camillo Procaccini
Incoronazione di spine

Camillo Procaccini
Incoronazione di spine

Camillo Procaccini (Bologna 1558 – Milano 1629)
Incoronazione di spine
olio su tela, cm253.0x178.0

L’opera
Non si conosce la storia di questo dipinto, che ha tutto l’aspetto di una pala d’altare e raffigura un episodio della passione di Cristo dopo la flagellazione. Ad illustrarlo interviene un personaggio in piedi, sul lato destro, verosimilmente lo stesso Pilato. La rappresentazione, dal sapore teatrale, si riveste dei caratteri devozionali dei sacri monti lombardi, con numerose figure attorno a Cristo contro un fondale di architetture urbane. Gli sprazzi di luce provenienti dagli edifici accentuano gli effetti teatrali. I dettagli esotici sono di ispirazione fiamminga: turbanti, pennacchi, costumi eleganti e pittoreschi. Nell’attualizzazione popolare dell’episodio sacro il pittore punta ad un controllato coinvolgimento emotivo nell’osservatore, che la provvisorietà della visione laterale rivela in pellegrinaggio, attraverso le successive stazioni, verso la sommità del monte.

L’autore
Pittore tra i più in vista nell’Italia settentrionale tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, Camillo Procaccini appartiene ad una famiglia bolognese di artisti. Fornendo pale d’altare alle principali chiese di Bologna, Camillo avvia una carriera fortunata, culminata nella decorazione della cattedrale di San Pietro insieme a Prospero Fontana, Cesare Aretusi, Bartolomeo Cesi e altri. Un viaggio a Roma è l’occasione per approfondire gli studi sul michelangiolismo e per stringere una solida amicizia che lo introdurrà nell’ambiente lombardo. Nel 1587 raggiunge Milano – senza aver terminato il suo capolavoro giovanile della decorazione ad affresco nell’abside della basilica di San Prospero a Reggio Emilia che riprenderà dieci anni dopo – dove si afferma con una produzione versatile e industriosa, tanto ad affresco quanto ad olio.