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Giovanni Lanfranco
Alessandro rifiuta l’acqua

Giovanni Lanfranco
Alessandro rifiuta l’acqua

Giovanni Lanfranco (Parma 1582 – Roma 1647)
Alessandro rifiuta l’acqua
olio su tela, cm115.0x150.0

L’opera
Come il precedente, fa parte della celebre serie di undici quadri che ornava villa Montalto a Roma, ma a differenza degli altri, tutti su tavola, questo è realizzato su tela ed è quindi verosimile che sia stato aggiunto in seguito. Il tema, piuttosto raro, è quello del sentimento di egualitarismo e di solidarietà con il proprio “Vita di Alessandro” che il condottiero, all’inseguimento dell’esercito di Dario, incontrò alcuni contadini che portavano l’acqua per i loro figli. Saputo che i figli avevano rinunciato spontaneamente all’acqua per offrirla a lui, la rifiutò pur sapendo di rischiare la vita, sostenendo che se l’avesse fatto i suoi soldati avrebbero perso coraggio. Nel dipinto è un soldato a porgere l’elmo con l’acqua, sotto gli occhi degli ufficiali dell’esercito che si snoda in lontananza. L’artista esibisce qui una speciale abilità nella raffigurazione dello spazio, disponendo il paesaggio su diversi piani: una mobilità destinata a grandi sviluppi nella cultura barocca dei decenni successivi.

L’autore
L’avvio di Lanfranco alla pittura sotto la guida di Agostino Carracci trova completamento nella bottega del fratello a Roma. Nel breve rientro in Emilia, Lanfranco riceve commissioni di pale d’altare per alcune chiese piacentine. A Roma, l’impresa più impegnativa che gli procura fama di grande decoratore sono gli affreschi nella cupola di Sant’Andrea della Valle, prototipo di ogni futura decorazione barocca. Nel lungo soggiorno napoletano lavora a dipinti sacri e profani e dipinge gli affreschi nella cupola del Gesù Nuovo, nella Certosa di San Martino, nella chiesa del Santi Apostoli e nella cappella del Tesoro in duomo. La pittura di Lanfranco è un caso molto speciale per il rapporto tra le diverse tendenze artistiche del seicento, per la mescolanza tra le premesse del naturalismo emiliano, la tradizione caravaggesca e i nuovi fermenti della decorazione barocca.