Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
 

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane
Compianto su Cristo morto

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane
Compianto su Cristo morto

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548/50 – 1628)
Compianto su Cristo morto
olio su tela, cm138,5×112

L’opera
Raffigura un soggetto molto caro all’artista, riproposto con particolare frequenza nell’arco della lunga attività, nel piccolo e nel grande formato, come in numerose pale d’altare.

In tutte il tema viene affrontato nel ricordo dello stile maturo di Tiziano, attraverso pennellate soffici, libere dai condizionamenti del disegno, costruendo le forme per sovrapposizione di colore, con ricchi impasti.

Analogo dipinto, di dimensioni di poco inferiori, è conservato nei Musei Civici di Reggio Emilia.

Compianto su Cristo morto viene commissionato dalla contessa Camilla Ruggeri Brami per la cappella di famiglia in cattedrale.

L’autore
Protagonista della scena artistica veneta, Palma il Giovane arricchisce l’iniziale formazione a Venezia con un lungo soggiorno romano che tra il 1567 e il 1573 circa. Al rientro in patria, brucia rapidamente le tappe aggiudicandosi le più importanti commissioni cittadine, come documentano le due tele per il soffitto della sala del Maggior Consiglio nel Palazzo Ducale. Il rapporto con Alessandro Vittoria e il successo riscosso dal complesso di tele destinate all’Ospedaletto dei Crociferi gli procurano numerosi incarichi, per cui realizza dipinti di vaste proporzioni non solo nelle diverse città dello stato veneto (Padova, Treviso, Brescia, Bergamo), ma anche in Emilia e nelle Marche dove gode della protezione dei duchi di Urbino.

Il suo stile si avvantaggia dei suggerimenti delle opere di Tiziano e di Tintoretto e dà vita a un linguaggio seducente e di facile presa sul pubblico, apprezzato sia dall’autorità religiosa che da quella civile, oltre che dall’aristocrazia. L’affermazione della sua pittura nell’area estense è dimostrata dalle richieste provenienti dalla basilica della Ghiara e da altre importanti chiese di Reggio.