Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
 

Prospero Minghetti
San Francesco in estasi

Prospero Minghetti
San Francesco in estasi

Prospero Minghetti (Reggio Emilia 1786 – Milano 1853)
San Francesco in estasi
olio su tavola, cm34x28

L’opera
La dedica autografa “Prospero Minghetti alla sua dilettissima figlia Maria, ora Suor Maria Ildefonsa di S. Agostino”, manoscritta al verso della tela, consente una collocazione cronologica del dipinto a una data posteriore al 1846, anno in cui la giovane fu accolta nel Monastero delle Serve di Maria Vergine Addolorata. Un dipinto a olio su tela di analogo soggetto, ma di dimensioni maggiori, fu realizzato dall’artista per la chiesa di San Giorgio.

L’autore
Prospero Minghetti fu autore di diverse opere religiose per le chiese reggiane, in gran parte ispirate alla tradizione emiliana dei Carracci, di Guido Reni e del Guercino oltre che ai capolavori della pittura sacra del Seicento visti durante il soggiorno romano e, marginalmente, agli esempi del neoclassicismo lombardo.

Dopo avere ricevuto una prima educazione artistica alle locali scuole del disegno e presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, si trasferì nella capitale pontificia nel 1816, dove fu attivo presso lo studio di Canova, frequentò gli artisti dell’Accademia di Palazzo Venezia ed entrò in contatto con la “generazione del ‘14’, oltre che con il circolo purista di Tommaso Minardi.

Questo articolato insieme di esperienze gli consentì di sperimentare molteplici generi artistici e tecniche pittoriche, elaborando uno stile eclettico, capace di mediare il realismo del fiammingo Martin Verstappen con la visione idealizzante del paesaggio del milieu minardiano.

Nel 1825 fu chiamato a insegnare alle Scuole di Belle Arti di Reggio Emilia. L’impronta di Minghetti segnò la formazione di un’intera generazione di artisti reggiani, primi tra tutti Alfonso Chierici, Domenico Pellizzi, Paolo Aleotti, Antonio e Giovanni Fontanesi, Luigi Casali Bassi e Paolo Ferretti.

Fu attivo anche come decoratore, nel Teatro di Cittadella e in numerose residenze reggiane.