Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
 

Giuseppe Boccaccio
Scenografia teatrale

Giuseppe Boccaccio
Scenografia teatrale

Giuseppe Boccaccio (Colorno 1790 – Parma 1852)
Scenografia teatrale
penna su carta con ombreggiature ad acquarello, cm18,5×25,5

L’opera
Il dipinto fu realizzato come probabile studio per una delle numerose scenografie di gusto romantico ideate da Giuseppe Boccaccio, artista parmense che ebbe grande fama tra i suoi contemporanei. Le realizzazioni di Giuseppe Boccaccio influenzarono molti degli artisti attivi in città nella prima metà del XIX secolo, primo fra tutti Antonio Fontanesi, contribuendo a stimolarne l’impegno in ambito scenografico e ad accrescere, più in generale, il gusto per la pittura di paesaggio.

L’autore
Intrapresi gli studi artistici sotto la protezione del duca di Parma Ferdinando di Borbone e poi di Salvatore Balzari, l’artista si specializzò nella pittura di paesaggio ottenendo un tale successo da venire eletto già nel 1817 Accademico d’Onore.

Nel 1819 fu scelto dalla duchessa Maria Luisa come proprio maestro e nel 1821 venne nominato professore di paesaggio all’Accademia di Parma, cattedra istituita appositamente per lui. Boccaccio accompagnò la duchessa come consigliere artistico in numerosi viaggi, in cui ebbe la possibilità di confrontarsi con le esperienze pittoriche austriache, tedesche e svizzere. Maria Luisa lo nominò scenografo del Teatro Ducale, per il quale realizzò un gran numero di fondali e dipinse il sipario nel 1821; sue sono anche le scene per la Zaira in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Teatro Regio nel 1829. L’attività di scenografo è documentata anche a Piacenza, Casalmaggiore, Genova, Brescia e al teatro alla Scala di Milano.

I primi rapporti con Reggio Emilia sono attestati nel 1818 con una sua prospettiva dipinta nel giardino di via Becchi. Nel 1821 collaborò alla realizzazione delle scenografie per l’Otello di Rossini e la sua presenza si intensificò nelle stagioni teatrali dal 1839 al 1841, per culminare nel 1842 nell’esecuzione di quattro grandi paesaggi a tempera per Casa Cherubini.