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al servizio dei più fragili

Un centro d’ascolto e una mensa per i poveri. Luoghi che cambiano e mutano la geografia sociale e i rapporti umani, incentivando solidarietà e condivisione e promuovendo occasioni d’incontro e di scambio. Con attenzione ai più deboli.

Martedì 26 novembre sono stati inaugurati la nuova Mensa del Vescovo e un Centro d’Ascolto Caritas presso il Palazzo vescovile, in stradone del Vescovado 2, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia. L’iniziativa risponde alle richieste di una maggiore distribuzione di pasti per persone in difficoltà, che sono aumentate in questi ultimi anni in seguito alla lunga e complessa congiuntura economica negativa. Si è pensato inoltre di attivare un punto di riferimento per venire incontro alle esigenze dei più fragili, per orientare e dare un supporto a chi si sente smarrito o non sa a chi rivolgersi per avere un aiuto concreto. Il nuovo sportello della Caritas è il primo nel centro urbano e si aggiunge a quelli già presenti sul territorio.

I servizi inaugurati sono il risultato del bando Cresco, attivato nel 2017 dalla Fondazione Manodori per promuovere progetti a forte ricaduta per la comunità, nato da un accordo con l’istituto del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicato esclusivamente al mondo del no profit, per favorire l’accesso al credito ad enti e organizzazioni.

Erano presenti monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Maria Chiara Visconti, presidente della Mensa del Vescovo, Isacco Rinaldi, direttore della Caritas diocesana, Romano Sassatelli, presidente Fondazione Manodori, Marco Morganti, responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo.

HANNO DETTO

Il vescovo Massimo Camisasca: “Nulla rivela il senso del nostro impegno verso gli altri meglio delle parole di Gesù riportate nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me».  In questi anni abbiamo dovuto fare i conti con una minore disponibilità di risorse a fondo perduto, molti progetti non si sono potuti realizzare. Ma vi sono anche elementi positivi come la maggiore responsabilità dei promotori, un maggior discernimento e un impegno a trovare forme alternative di sostegno. Credo che lo strumento ideato dalla Fondazione Manodori e da Banca Intesa Sanpaolo possa essere di grande aiuto per tutte le realtà di volontariato della nostra Chiesa locale. Come Diocesi non eravamo in grado oggi di finanziare questi due interventi. Grazie a Cresco ci sono stati messi subito a disposizione 200mila euro”.

Il presidente della Fondazione Manodori, Romano Sassatelli: “Cresco è uno degli strumenti innovativi che la Fondazione Manodori ha messo in campo in questi anni a supporto delle fragilità sociali diffuse. In un momento delicato e complesso come quello che stiamo attraversando, riteniamo che possa essere di particolare interesse per chi interviene sui bisogni più rilevanti avere un appoggio per ottenere il credito necessario a far decollare idee a favore della comunità. Un modo per moltiplicare il valore sociale degli investimenti. L’obiettivo è quindi incoraggiare iniziative e servizi rivolti alle fasce più deboli della popolazione, puntando all’inclusione e all’integrazione di soggetti a rischio di emarginazione, all’avvio di imprese sociali o culturali, alla collaborazione e alla condivisione tra soggetti diversi. La presenza oggi di Marco Morganti di Banca Intesa Sanpaolo significa molto per tutta la città. Significa che c’è un istituto di credito di respiro internazionale che desidera fare la sua parte nel rispondere ai bisogno degli ultimi”.

Il responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo, Marco Morganti: “La collaborazione con la Fondazione Manodori ci ha consentito di  sperimentare con successo un modello di mixed finance che aggiunge risorse importanti alle erogazioni liberali. Siamo sulla  strada giusta nel sostegno alle nostre comunità, attraverso la concessione di credito a soggetti con potenzialità, forte motivazione e buoni progetti ma non sempre dotati dei requisiti patrimoniali e reddituali”.

Il Centro di Ascolto del centro storico

È un punto importantissimo di aiuto per tutte le tipologie di povertà e permette di intervenire in maniera ordinata sui problemi sociali legati alle difficoltà economiche, alla solitudine e all’abbandono. La funzione degli operatori e dei volontari del “Centro d’Ascolto del Centro Storico” è quella di accompagnare la persona bisognosa nel suo cammino, accostandola e sostenendola negli sforzi quotidiani che le sono chiesti. Non si tratta in alcun modo di assistenzialismo. È piuttosto la libertà della persona ad essere posta al centro e valorizzata.

Mensa del Vescovo

La Mensa del Vescovo è gestita da volontari e si trova nel cuore del Palazzo vescovile, con accesso da via Vittorio Veneto. Da oltre cinquant’anni la famiglia Visconti coordina i volontari e si dedica con passione a quest’opera di aiuto. La mensa è sostenuta dal Comune, dalla Fondazione Manodori e da decine di imprese e di enti privati. Sono molte infatti le aziende che contribuiscono all’opera della Mensa, offrendo sostegno economico e anche materiale, devolvendole gli eccessi di produzione o i prodotti alimentari di cui essa è sprovvista.

La Mensa è aperta dal lunedì al venerdì e serve circa 200 pasti al giorno; il sabato e la domenica è invece attiva la Mensa Caritas di via Adua; per la cena, la Mensa dei Cappuccini.

Presso la Mensa del Vescovo i pasti sono distribuiti gratuitamente dalle ore 10.30 alle ore 12.30. L’accesso è consentito a tutti, purché comunichino le proprie generalità.

Entro tre giorni dal primo pasto gratuito ricevuto, gli ospiti della Mensa devono presentarsi a un colloquio conoscitivo presso un Centro d’Ascolto Caritas a seguito del quale, se sussiste una ragionevole situazione di bisogno, viene elaborato un progetto individuale di sostegno e reinserimento, che consente l’accesso alla Mensa per un tempo prolungato.